Cos'è lo SMED
SMED sta per Single-Minute Exchange of Die: cambio stampo in meno di dieci minuti, cioè con un numero di minuti a una cifra. Il metodo è stato sviluppato in Giappone da Shigeo Shingo, ed è uno dei pilastri della produzione snella.
L'idea di base è una sola: dividere il cambio in attività interne, che si possono fare solo a macchina ferma, e attività esterne, che si possono fare mentre la macchina lavora ancora il lotto precedente. Ogni attività spostata da interna a esterna è tempo macchina guadagnato.
Perché riguarda la tool room
Guarda un cambio su un centro di lavoro e conta quanto tempo passa sugli utensili: cercarli, montarli nel portautensile, misurarli a bordo macchina, scrivere i correttori, scoprire che ne manca uno. Quasi tutto questo può essere fatto prima, fuori macchina.
È esattamente il lavoro della tool room. Lo SMED non è un progetto del reparto produzione a cui la tool room partecipa: per la parte utensili, la tool room è lo SMED.
Passo 1 · Osservare un cambio vero
Si parte da un cambio reale, non da come dovrebbe essere. Si filma o si segue con un cronometro e si scrive ogni attività con la sua durata: anche i viaggi, le attese, le ricerche. Di solito la sorpresa è proprio lì: il tempo non lo mangiano le operazioni difficili, ma quelle che nessuno considera lavoro.
Passo 2 · Separare interno ed esterno
Per ogni attività si fa una sola domanda: serve davvero che la macchina sia ferma? Andare a prendere gli utensili no. Montare la fresa nel cono no. Misurarla nemmeno, se c'è un banco di presetting. Già questa separazione, senza cambiare nient'altro, accorcia il cambio: basta fare prima quello che si faceva durante.
Passo 3 · Portare fuori macchina
- Presetting: utensili misurati al banco, con lunghezza e raggio pronti da caricare nel controllo invece che rilevati a macchina.
- Utensili premontati: il gruppo completo, utensile più portautensile, preparato e controllato prima.
- Carrello del lavoro successivo: tutto quello che serve, e solo quello, pronto vicino alla macchina prima che finisca il lotto.
- Lista utensili verificata: chi prepara controlla la lista contro il programma, così nessuno scopre a macchina ferma che manca qualcosa.
Passo 4 · Snellire quello che resta
Alcune attività restano interne per forza: smontare e montare in macchina, il primo pezzo, il controllo. Anche queste si accorciano:
- Portautensili standard: meno attacchi diversi, meno attrezzi da cercare.
- Utensili gemelli: lo stesso utensile già montato in macchina per più lavori non si cambia affatto.
- Etichette e codici leggibili: si monta il codice giusto al primo colpo.
- Correttori trasmessi invece che scritti a mano, dove il presetting e il controllo lo permettono.
Un esempio inventato
Un centro di lavoro, cambio di un lotto con dodici utensili, di cui otto da sostituire. Prima: l'operatore ferma la macchina, va in utensileria, monta gli otto utensili e li misura con la sonda in macchina. Dopo lo SMED: gli otto utensili arrivano su un carrello, già montati e misurati al banco, con i valori pronti. A macchina ferma resta da scaricare i vecchi, caricare i nuovi e inserire i correttori.
Il guadagno non sta in un'operazione più veloce: sta in quello che non si fa più a macchina ferma. Moltiplicato per tutti i cambi dell'anno, è quasi sempre la voce più grande.
Gli errori più comuni
- Comprare il presetting e fermarsi lì: se gli utensili misurati aspettano comunque in un armadio, il cambio non cambia.
- Preparare tutto a memoria: senza una lista legata al programma, prima o poi manca un utensile proprio a macchina ferma.
- Misurare il cambio una volta sola: lo SMED si mantiene solo se il tempo di cambio si continua a guardare.
SMED e Kaizen
Dopo il cambio, il passo successivo è migliorare quello che succede quando la macchina lavora: Kaizen in tool room.
Lo SMED e il Kaizen lavorano insieme: lo SMED accorcia il cambio una volta, il Kaizen continua ad accorciarlo. Se vuoi sapere quanto vale tutto questo in euro, c'è la guida Perché una tool room, con il calcolatore.